PERSONAGGIO

Silvia Parmeggiani

Silvia Parmeggiani

Il recente corso allenatori di primo grado superato brillantemente l`ha ulteriormente caricata, fornendole gli spunti per cimentarsi non solo come giocatrice ma anche come preziosa collaboratrice tra gli allenatori in palestra con i ragazzi.

NEWS

Tebaldi e Cetera a segno a Cartura (PD)

06/04/2026

Il Veneto nuovamente favorevole ai colori rossoblu, ed in particolare in questo weekend Cartura (PD) ha portato due podi ad altrettanti atleti dell’Ol... segue

Chiusura del Regionale CSI con podio

30/03/2026

Il weekend di gare termina con la prova finale del CSI Lombardia. L’unica atleta iscritta per l’Olimpia Agnelli tiene comunque alto l’onore. Per Fr... segue

6’ di ritorno Campionati Fitet

30/03/2026

Sesta giornata di ritorno, ed ultima partita di campionato tra le mura amiche di Bergamo. Sorrisi per la rotonda vittoria in serie C1: Cristian Bolz... segue

Anche a Novara protagonisti

23/03/2026

Anche il torneo Over450 di Novara ha visto l’Olimpia Agnelli protagonista, con due atleti tra i primi 8 al termine della manifestazione. Michele Bar... segue

Ottimi risultati nei tornei del weekend

18/03/2026

Un weekend impegnativo per i tanti tornei a cui han preso parte i giocatori rossoblu, ma tanti i risultati positivi dei nostri atleti. Si parte con l... segue

Squadra femminile si playoff promozione

08/03/2026

Si chiude il girone di regular season per la formazione dell’Olimpia Agnelli in rosa. Nonostante una sconfitta su due partite odierne, le nostre por... segue

Campionati FITET, la 5’ di ritorno

08/03/2026

In archivio la 5’ giornata di ritorno dei campionati a squadre FITET, con ottimi risultati per le formazioni Olimpia Agnelli. Vittoria di squadra in ... segue

3’ prova Campionato CSI Bergamasco

02/03/2026

Terza prova del Campionato Provinciale Bergamasco CSI disputata a Piancamuno (BS) ed un solo atleta rossoblu iscritto, che ha comunque ottenuto due or... segue

Campionati FITET, 4’ di ritorno

25/02/2026

Quarta giornata di ritorno dei campionati a squadre FITET, e giovani rossoblu che continuano a confermare i miglioramenti già visti ultimamente. In ... segue

Campionati FITET: 3’ di ritorno e femminile

17/02/2026

Bilancio finale del weekend di campionati FITET non del tutto positivo, anche se impreziosito dalla prestigiosa vittoria della prima squadra. In ser... segue

IL TENNISTAVOLO

L'origine del tennistavolo è sempre stata collocata con difficoltà nell'arco della storia, mentre, riguardo al luogo di nascita, da sempre due sono le correnti di pensiero che lo atttribuiscono rispettivamente all'asia e all'europa. Solo nel 1977, per commemorare i suoi 50 anni di fondazione, la I.T .T.F., (International Table Tennis Federation), pone fine alla questione, attraverso una pubblicazione commemorativa in cui si riportava una tesi ufficiale circa questa disciplina sportiva e la sua storia. Il tennistavolo sarebbe un diretto discendente, assieme a “Lawn-Tennis” e Badminton, del tennis medievale, e si sarebbe sviluppato nella seconda metà del XIX secolo.

I primi “pongisti” della storia sarebbero stati, secondo queste fonti, alcuni stidenti universitari inglesi che usarono libri come reti e chiamarono questo gioco “gossima”. Sembra inoltre che inizialmente i materiali utilizzati fossero dei più disparati, con racchette in legno, cartone o budello, ricoperte di sughero, carta vetrata o tessuto e palline fatte di sughero o gomma. Nel 1884 finalmente si ebbe la comparsa ufficiale di questo gioco su un catalogo di articoli sportivi, e precisamente quello di F.H.Aires, attraverso cui venne messa in vendita la prima racchetta della storia: la “vellum racket”, caratterizzata da dimensioni ridotte, manico sottile e cavo, e un foglio di pergamena come superficie. L'ingegnere inglese James Gibb poi nel 1880 portò dagli USA alcune palline di celluloide che dubito si dimostrarono perfette per questo sport, soppiantando ben presto tutti gli altri tipi di palle utilizzati fino a quel momento. Tra l'altro, proprio a queste si deve il simpatico e caratteristico nome alternativo di questo sport “ping-pong”, che richiamava ai suoi ideatori (J.GIbb e Jacques de Croydon, un amico commerciante di articoli sportivi ) il suono emesso dalle palline al rimbalzo su tavolo e racchette. I due, nel 1891 depositarono e brevettarono questa denominazione presso l' Ufficio Legale dei Brevetti in Inghilterra. A questo punto la divulgazione fu abbastanza rapida, dapprima in Inghilterra e poi nel resto del mondo. Sembra che il primo campionato ufficiale si sia tenuto in Ungheria nel 1897. Anche in Italia ci si interessò a questa pratica sportiva, ma inizialmente solo come svago.

Comunque, nonostante questa rapida espansione, da questo momento e per un periodo di circa 18 anni si ebbero una involuzione e un declino del “ping-pong”, dovuti a diverse cause tra cui l'esistenza di innumerevoli manuali di tecnica e metodiche di gioco che causavano molta confusione e l'evoluzione dei materiali, che creava ora una netta distinzione tra i giocatori amatori e i cultori di questo sport. Infatti pian piano le racchette divennero in legno e dalle superfici sparirono sughero, carta vetrata e tessuti vari per far posto attorno al 1902 a tela gommata con puntini, ad opera di E.C.Goode. In Europa Centrale questa disciplina sportiva comparve tra il 1905 e il 1910 grazie ad Edward Shires, un rappresentante di macchine da scrivere. Per quanto riguarda i paesi asiatici invece sembra che il gioco venne diffuso nel 1889 in Giappone e poi da lì si sviluppò in Cina, Corea ed Hong Kong. Solo dopo la Prima Guerra Mondiale comunque riprese l'interesse per il ping-pong, quando J.J.Payne di Luton e Percival Bromfield di Beckenham si fecero promotori in prima persona di varie ed importanti iniziative. Tra queste sicuramente spicca la decisione, nel 1992 di fondare la “Ping Pong Association”. A causa di impossibilità burocratiche di usare questa denominazione (per via di un'altra registrazione precedente) l'associazione assunse subito il nome di “Table Tennis”. I primi interventi di questo neonato gruppo furono di definire un regolamento unico e di diffonderlo nel mondo, e in secondo luogo di proporre un equipaggiamento modello. Nel 1926 venne fondata poi la International Table Tennis Federation e venne eletto l'inglese Ivog Montagu come presidente, carica che ricoprì per decenni svolgendo un ottimo lavoro. Nello stesso anno si svolse il 1° Campionato del Mondo a Londra, cui parteciparono atleti provenienti da 7 nazioni e in seguito al quale si ebbe un incremento enorme sia di appassionati, sia delle nazioni che si affiliarono all'I.T.T.F. Il 1936 segna un altro passo importante, con la riduzione dell'altezza della rete da 17.50 cm a 15.25 cm (misura utilizzata ancora oggi). Nel 1951 poi si ebbe un ulteriore sviluppo dei materiali con la comparsa, ai campionati mondiali di Bombay ad opera dei giapponesi, delle “racchette sandwich”, rivestite di gommapiuma e che quindi rendevano gli atleti in grado di portare colpi con un effetto tale da mettere in difficoltà i giocatori europei dominatori fino a quel momento. Durante i campionati del 1956 venne proposta la creazione delle federazioni continentali, e l'anno successivo in occasione dei campionati di Stoccolma, fu fondata la Federazione Europea , denominata E.T.T.U. Attorno al 1959 si consentì l'utilizzo di gommapiuma solo se ricoperti da uno strato di gomma, e si regolamentò lo spessore di questi due strati. Pochi anni dopo comparvero anche le gomme “lisce” (cioè con i puntini rivolti all'interno sulla gommapiuma come si era visto fino ad allora) con un conseguente ulteriore aumento di effetti e rotazioni. Fu questo un momento cruciale, poiché vennero introdotti nuovi gesti tecnici e in particolare il “top spin”, vero colpo caratterizzante il gioco moderno. Anche per esaltare (e contrastare) l'efficacia di questo colpo in questi anni iniziò una costante ricerca nel campo dei materiali che sta ancora portando ora innumerevoli novità.

E' in questo periodo infatti che comparvero altri tipi di gomme: oltre alle “puntiate” e alle “lisce” si affiancarono infatti le “antispin”, gomme lisce che però non danno (e non subiscono) effetti. Nell'Ottobre del 1977 il CIO riconobbe il tennistavolo come sport olimpico, ma solamente in occasione dell'olimpiade di Seoul nel 1988 entrò a far parte delle competizioni ufficiali dei “cinque cerchi”. Altra novità esplose quando i giocatori ungheresi, verso la fine degli anni '80, iniziarono ad utilizzare una particolare tecnica di incollaggio delle gomme sui telai definita “incollaggio a fresco”: in pratica la gomma veniva incollata dai giocatori poco prima della competizione, e grazie alla particolare composizione della colla utilizzata, se ne otteneva un netto miglioramento di velocità ed effetti, leggermente a scapito del controllo.(Inutile dire che questa tecnica è più che mai in voga ancora in questo periodo e che le case produttrici stanno investendo molti fondi per trovare nuove e più preformanti soluzioni, che tra l'altro siano anche più attente ai problemi ambientali) In seguito venne regolamentato il colore delle 2 gomme montate sui telai, che doveva necessariamente essere diverso e per la precisione si doveva avere la presenza di una gomma rossa ed una nera. Gli avvenimenti più recenti infine hanno coinvolto la pallina, il cui diametro è stato aumentato da 38 mm a 40mm, e il punteggio, per il quale si è passati dai set a 21 punti a quelli a 11, il tutto per rendere il gioco più interessante e godibile dagli spettatori. Per quanto riguarda la situazione italiana, il Tennistavolo è praticamente nato con il C.S.I. (Centro Sportivo Italiano). Nel 1945 si ha la creazione del G.I.Te.T. (Gruppo Italiano Tennis Tavolo), come branca della Federazione Italiana Tennis, che si formò come “costola” del Centro Sportivo Italiano.

Nel 1964 finalmente si ebbe la costituzione della Federazione Italiana Tennistavolo (F.I.Te.T.) e il movimento pongistico italiano iniziò a svilupparsi. Attualmente però dobbiamo constatate, dati alla mano, che il ping-pong in Italia è resta purtroppo considerato come sport amatoriale o da oratorio. Su 60 milioni di abitanti infatti il nostro paese vanta solamente 10.000/15.000 tesserati, il che rappresenta il tasso tesserati/abitanti più basso in Europa. Questo nonostante il nostro sport sia uno tra i più diffusi del mondo, visto che è praticato in oltre cento nazioni e in alcune vanta milioni di tesserati. Sicuramente importantissimo è il movimento pongistico in paesi quali Cina, Giappone e paesi asiatici in generale, così come nei paesi dell'est europeo, in Svezia, Belgio, Francia e Germania, paese in cui giocano la maggior parte dei fuoriclasse e che per questo si ritiene abbia il campionato più prestigioso al mondo.

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